La materia delle ore di reperibilità per le visite mediche fiscali era stata dapprima regolata dall’articolo 71 del decreto legge 112/2008, che prevedeva fasce di reperibilità simili ad arresti domiciliari: dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 20.00. Fasce regolarmente confermate nella legge di conversione, la 133/2008.
Ma poi era intervenuto un terzo decreto legge (78/2009), che aveva cancellato gli arresti domiciliari determinando il ritorno al contratto. Anch’esso convertito, con la legge 102/2009.
E fin qui 4 provvedimenti legislativi: 2 d’urgenza e 2 leggi di conversione.
L’abrogazione espressa dell’articolo 71, del decreto legge 112/2008, peraltro, restituito alla contrattazione la facoltà di individuare le fasce e qualche sindacato in vena di facili ironie aveva parlato di “reviviscenza del contratto” (un fenomeno giuridico che si verifica quando, abrogata una norma, si determina il rientro in vigore della disciplina precedente), ma così non è stato. Il governo, con il decreto legislativo 150/09, ha delegato il ministro della pubblica amministrazione a fissare le fasce di reperibilità.
Insomma, in poco più di un anno, la materia è stata fatta oggetto di ben 5 provvedimenti legislativi, e a breve se ne aggiungerà un sesto. il decreto con il quale il ministro Brunetta amplierà nuovamente le fasce di reperibilità fino a 7 ore e non più 11.
In sintesi, dopo un anno e più di peripezie normative, pare che le ore in cui il pubblico dipendente assente per malattia sarà obbligato a rimanere a casa passeranno da 4 a 7, mentre, ricordiamo, nel settore privato sono è rimangono 4, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00.
Resta il fatto che la Corte di cassazione, già da molto tempo (Sent. 1942 del 10.03.1990), ha chiarito che, dopo avere ricevuto la visita del medico fiscale, il lavoratore non è più tenuto a rimanere in casa durante le fasce di reperibilità, perché ciò si tradurrebbe in una inammissibile limitazione della libertà di movimento, incompatibile anche con eventuali esigenze terapeutiche dell’interessato.
La stessa Corte, peraltro, ha anche spiegato che, una volta accertato l’evento morboso, la reiterazione delle visite fiscali, qualora ingeneri un aggravamento dello stato patologico, costituisce un comportamento persecutorio illegittimo del datore di lavoro suscettibile di risarcimento (Sent. 475 del 19 gennaio 1999)
Questa “strategia” governativa, come abbiamo già detto altre volte, non colpisce chi abusa ma tutti indiscriminatamente ed è contraria a ogni logica oltre che alla ratio sempre sostenuta dallo stesso ministro Brunetta: la ricerca del merito (o demerito) individuale.
Tanto affannarsi per evitare la distribuzione a pioggia del salario accessorio mentre questa penalizzazione non fa alcuna differenza tra i malati veri e finti.

#1 da tayllerand il 9 dicembre 2009 - 07:56
Cita
La solita superficialità tutta italiana ,dove ognuno è in libertà provvisoria ,altrochè.
Dividi et impera però “mai fare la spia “ora questi si dicono luoghi comuni ma non lo sono.Brunetta si comporta come tutta quella dirigenza che chiude occhi ed orecchi ,la bocca non l’apre più da tempo se non gli è permesso ,ai soliti noti che sono presenti ma non lo sono ,che hanno negozi ,imprese artigianali etc,che sono 30 anni che timbrano e riescono ,qualche lavoro gratis e voilà ,tutto regolare,sputtanando noi onesti.
Non ci nascondiamo dietro un dito ,perchè nessuno applica veramente la norma ,perchè essa è un poco come la plastilina ,si lascia adoperare,ora il dictat (trasversale)è distruggere la P.A. perchè con i concorsi infilare i propri è diventato troppo rischioso,se si sostituisce il privato alla cosa pubblica è tutto un altro andazzo,è solo questa la ragione ,hanno cominciato con Bassanini tanto tampo fa e gli altri altri (guarda caso ex socialisti)hanno proseguito.
Ormai alle parole non crede più nessuno ,qualcosa devono dare ,sennò chi si sveglia dal torpore che domina non va nemmeno a votare,perchè con i figli coi capelli brizzolati in casa si è disperati.
Ecco a cosa serve privatizzare,le altre giustificazioni sono fole,serve solo a dare posti a quelli logisticamente giusti , ovviamente futuri bacini di voti .
#2 da Dott. Maurizio Villani il 30 novembre 2009 - 15:55
Cita
Medici fiscali e proclami di Brunetta
Mi chiamo Maurizio Villani e sono un medico convenzionato con la ASL RMC settore visite fiscali. Da quasi venti anni faccio visite fiscali per le ASL e quando ho letto su un giornale (La Repubblica) l’intervista al ministro Brunetta dove annuncia l’ennesimo cambiamento delle fasce orarie di reperibilità dei lavoratori pubblici allungate di tre ore per combattere l’assenteismo ho sentito il bisogno di far conoscere la realtà dei fatti.
Nessuno conosce il fatto che, noi medici addetti alle visite fiscali domiciliari delle ASL, siamo convenzionati e non dipendenti e per tale motivo abbiamo l’orario di lavoro stabilito in sede di stipula della convenzione con la Regione. La mia convenzione recita: martedì, mercoeldì, giovedì, venerdì, dalle 09,30 alle 12,30 per un totale di 12 ore settimanali.
Ma non solo, in questo lasso di tempo il numero delle visite è fisso, nel senso che quotidianamente il numero delle visite è sempre lo stesso. Aumentare il numero delle ore di reperibilità non porta a nessun aumento delle visite effettuate quotidianamente perché è solo funzione del numero dei medici operanti sul territorio ma noi siamo sempre gli stessi degli anni precedenti. Ho cercato di contattare la Repubblica per informarli, ma sembra che la cosa non Li interessi, hanno permesso l’ennesimo spot pubblicitario del ministro Brunetta e tanto basta. Spero che il Messaggero sia più motivato a scoprire in che mani siamo capitati. Distinti saluti
#3 da Pasquale il 23 novembre 2009 - 10:13
Cita
In Italia, paese in cui si fa “solo estrema demagogia” si fanno passare …quasi inosservati problemi giganteschi.. mentre ci si scaraventa con straordinaria foga…aiutati da effetti mediatici ad hoc, strumentali e teatrali, contro quelle categorie di cittadini meno difesi cioe’ il ceto medio” che rappresenta il cuore propulsivo e l’anima del nostro paese. I boom mediatici contro il pubblico dipendente sono solo il proseguio di una strategia di destrutturazione dell’apparato Stato Italia deturpato e menomato da leggi e decreti che reiterano una politica inadeguata che crocifigge il centralismo dello Stato e pianifica l’attacco contro i principi costituzionali . Quindi l’attacco e le restrizioni alla P.A. sono il frutto di tale politica scellerata e antisociale che tende a preservare i potenti e i corrotti da qualsivoglia controllo dello Stato e tende a attuare una vera politica persecutoria contro le classi piùà disagiate. L’esempio Berlusconi e la sua linea del “processo breve” sono l’ultimo scandalo di una politica antiitaliana asservita a leggi ad personem che tradiscono e violano i principi costituzionali; la Lega nord nel frattempo rafforza gli ormeggi in attesa che l’attacco allo Stato e all’Unità d’Italia si radicalizzi..per approfondire discorsi di secessione. Perciò è chiara la politica di Brunetta che con la scusa di “ripulire i tanti mali dello Stato” favorisce la sua distruzione con leggi contro lo Stato stesso che viene attaccato e vituperato…altro che fasce orario qui bisognerebbe controllare l’operato di chi attua una politica contro lo Stato Italia e si appresta…e si sa già con quali scuse e con quali strumenti a rafforzare le iniquità gia’ esistenti nel nostro paese e a favorire venti secessionari. Bisogna difendere lo Stato e la costituzione e respingere al mittente i venti mediatici strumentali di Brunetta e di chi li l’ha messo. RICORDATE CHE LA SOVRANITA’ E’ DEL POPOLO E CHE L’ITALIA DEVE RIMANERE UNITA. VIVA CAVOUR. VIVA L’ITALIA
#4 da susi il 23 novembre 2009 - 09:47
Cita
in germania non esistono le fasce orarie poichè se vi è un c ertificato medico è paradossale che un altro medico co0ntrolli l’operato di un medico. ma siccome siamo nel paese dei furbi (guarda i nostri parlamentari) nessuno si scandalizza! VERGOGNA.