Ancora possibile per gli anni 2010 e 2011
Il decreto-legge n. 112 del 2008 convertito in legge n. 133 del 2008 introduce il nuovo istituto dell’esonero dal servizio e disciplina la risoluzione del contratto di lavoro per i dipendenti pubblici che abbiano maturato 40 anni di anzianità contributiva.I soggetti legittimati a chiedere l’esonero sono:
- personale in servizio presso le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo;
- personale in servizio presso le agenzie fiscali
- personale in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
- personale in servizio presso enti pubblici non economici
- personale in servizio presso le Università;
- personale in servizio presso le istituzioni ed enti di ricerca.
L’esonero non si applica al personale della scuola.
Il collocamento in posizione di esonero può essere chiesto da parte del dipendente nel corso del quinquennio antecedente la data di maturazione dell’anzianità massima contributiva di 40 anni.
La presentazione dell’istanza deve essere effettuata entro il 1°MARZO di ciascun anno.
L’amministrazione dovrà, tenendo conto di alcune condizioni oggettive e del parere del responsabile della struttura nel quale il richiedente è inserito, valutare discrezionalmente ogni istanza.
La domanda è irrevocabile.
La posizione di esonero non consiste in una cessazione dal servizio, ma in una sospensione del rapporto di impiego o di lavoro di durata variabile, fino ad un massimo di 5 anni.
Il soggetto non è tenuto ad effettuare la prestazione lavorativa presso l’amministrazione ma percepisce un trattamento economico temporaneo pari al 50% di quello goduto per competenze fisse ed accessorie al momento di collocamento nella posizione di esonero e matura i contributi in misura intera.
E’ esclusa la possibilità di cumulo di impieghi.
Durante tale periodo il dipendente può svolgere prestazioni di lavoro autonomo con carattere di occasionalità, continuatività e professionalità purchè non a favore di amministrazioni
pubbliche,società o consorzi dalle stesse partecipati ed anche attività volontariato.
In base all’art 72 comma 3 il soggetto può svolgere attività di volontariato presso organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni di promozione sociale, organizzazioni non governative che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo ed altri soggetti.
In tal caso la misura del predetto trattamento economico è elevata dal 50% al 70%, purchè l’attività sia svolta totalmente a titolo gratuito.

#1 da giancarlo il 27 aprile 2011 - 14:08
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caspita! perche’ non proponete come per i militari l’esonero anticipato ? o mobilita’ lunga’ , ausiliaria per chi ha 37 anni di contributi ? penso possa aiutare alla riduzione del 10% come attualmente richiesto .
almeno proponete e divulgate a tutte le strutture basta differenze tra noi e i militari! c…o! se tutti incrociassimo le mani adesso visto il momento libico e dei teatri esteri forse ci ascolterebbero non facciamo come gli struzzi , sveglia !!!!! personale civile della difesa ,svegliaaa!!!!!!
#2 da giuseppe il 21 aprile 2011 - 11:14
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mi trovo nella seguente condizione : compio quest’anno 60 anni e quindi tra cinque andrò in pensione,mentre ad oggi ho maturato circa trentatre anni di contributi. Ho ugualmente il diritto alla esenzione, atteso che i prossimi cinque anni saranno comunque gli ultimi?
#3 da alessandro il 8 aprile 2011 - 15:04
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devi fare la domanda in quanto se hai gia maturato il 35 anno il deceto milleproroghe ti garantisce per l’esonero
#4 da amy77 il 17 febbraio 2011 - 13:26
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a Voi è andata meglio, la mia amministrazione (Università) mi ha detto che se chiedo l’esonero , siccome si è spostata la finestra (v.Brunetta) la pensione non la riceverò al raggiungimento dei 40 anni di servizio, bensì dei 41, rimanendo un anno intero senza nè pensione nè trattamento economico ridotto…..QUalcuno mi può aiutare?
io ho maturato i 35 anni di servizio il 10.1.2011 e devo fare domanda di esonero entro il 28.2. e ancora non so se la mia amministrazione interpreta correttamente. Grazie saluti
#5 da Principe il 11 febbraio 2011 - 13:47
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Buon Girono, sono in esonero dal 01/07/2009. L’altro ieri mi è arrivata una semplice lettera “per conoscenza” che la data di pensionamento indicata sul decreto è POSTICIPATA in pratica di sette mesi a seguito della L.122/2010.
Premesso che NON hanno indicato la data dell’allungamento dell’esonero e che sul cedolino vengo qualificato come lavoratore a tempo determinato con scadenza 30/09/2013 (come da decreto direttivo a seguito di domanda di esonero accettata), mi chiedo e vi chiedo :
Ma l’irrevocabilità è a senso unico ?. Io sono in esonereo prima dell’entrata in vigore della L.122/2010;
Dal 01/10/2013 al 06/05/2014 (nuova data comunicatami da quando parte la pensione) chi mi paga ?.
E ancora: NON si ravvede in questo provvedimento-parere, (considero ormai l’azione come esonero capestro) una disparità di trattamento tra i miei colleghi che possono restare a lavoro a stipendio pieno sino al raggiungimento dei requisiti pensionistici mentre il sottoscritto deve prolungare FORZATAMENTE di oltre sette mesi la ricezione dello stipendio pensionistico ridotto del 70 o addirittura del 50% ???.
Non è anticostituzionale trattare i dipendenti in modo differente a parità di qualifica e anni di età e/o lavoro ??.
Ed infine, non c’è possibilità di intraprendere iniziative legali ?.
Al limite chiedere (anche se rifiuteranno) alla data della scadenza del tempo determinato, proprio per non creare disparità, di continuare a prestare la propria operatività sia in senso giuridico che economico a stipendio pieno come gli altri colleghi, nella continuità giuridico-economica senza interruzione di rapporto di lavoro
Con il parere della funzione pubblica, si è creato un precedente pericolosissimo; ovvero , se durante questo periodo ad esempio cambiano la legge e affermano che indipendentemente dai 40 anni di contributi ci vogliono comunque 65/67 anni per andare in pensione, io resterei si può dire a vita con uno stipendio ridotto del 50 o 70% pur avendo accettato consapevolmente di produrre domanda nel 2009. Ma anche consapevolmente di andare in pensione con 40 anni più la finestra , ovvero a ottobre 2013 !!!!!.
Chiedo, a livello sindacale, è possibile iniziare un’azione legale e comunque è consigliabile rispondere alla lettera pervenuta che cita l’allungamento, con un’altra lettera facendo presente le osservazioni sopra citate con richiesta sin da adesso di essere riassunto (anche se la legge lo vieta).
Grazie per la risposta.
P.S. se possibile da non citare:
All’email privata sopra scritta, gradirei avere la stessa risposta con l’indicazione di indirizzo e recapito telefonico di un Vostro avvocato (città di Milano) settore funzione pubblica che potrebbe interessarsi del caso.
Grazie e buon lavoro.
#6 da franco il 28 gennaio 2011 - 19:59
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Lavoro presso l’Agenzia delle Entrate. A novembre 2011 raggiungo il 35 anni di contribuzione, pertanto ho deciso ,entro il 1 marzo 2011, di chiedere l’esonero dal servizio.
Ebbene, mi è stato illustrato che la recente normativa prevede che con 40 di contributi si accede alla pensione dopo un anno dal raggiungimento del requisito (famosa finestra Brunetta).
Considerato che l’esonero non può superare i cinque anni, la mia Amministrazione se accetterà la domanda mi esonerà dal servizio a partire dal novembre 2012.
#7 da Enrico il 15 ottobre 2010 - 09:55
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Direi che con l’introduzione delle finestre postcipate l’esonero dal servizio subirà l’aggiunta di un ulteriore prolungamento. Comunque per chi non ha possibilità di bilanciare continuativamente l’assurda falcidia dello stipendio (ovviamente solo agli statali, per altre categorie che godono di ampi privilegi mai si sarebbe effettuata una proposta simile) è una operazione molto rischiosa. Già è stato aggiunto un altro anno e chi mi dice che in questo frattempo non inventino qualche altra cosa per portare l’età pensionabile uguale per tutti a 62 anni come accaduto in Francia o peggio a 65 anni indipendentemente dai 40 anni contributivi ? In sostanza quel mezzo stipendio potrebbe andare avanti non più per un quinquennio (ora portato a sei anni) ma prolungarsi fino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia (62-65 o peggio 67 anni). La cosa va valutata attentamente tenendo presente le risorse che si hanno a disposizione anche perchè ci si guarda bene da erogare la liquidazione al momento dell’esonero, cosa che potrebbe bilanciare l’assurda falcidia. In sostanza proposte del genere sono prerogativa dello Stato Italiano che considera i dipendenti ministeriali un peso a cui si può fare di tutto, tanto non hanno nessuno che li difenda. Se il modello è ritenuto valido perchè non si esporta anche in altri settori pubblici o privati che godono di prebende inaudite. Inutile dire che in quel caso ci sarebbe una sorta di rivolta. E poi dicono di tutelare le fasce deboli. Non hanno pudore tra esoneri capestro, aumenti bloccati, carriera inesistente, paghe da fame. Provate con i magistrati a fare tutto ciò visto che godono di favolosi stipendi e che magari portano avanti processi per anni perchè impegnati in consulenze, incarichi, corsi, insegnamento, ecc. Appena si è parlato di riduzione del 3% di riduzione delle loro buste paga si è scatenato il finimondo. E’ questa la giustizia sociale che dicono di voler portare avanti ?
#8 da mari il 11 ottobre 2010 - 13:47
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in caso di ottenimento dell’esonero, considerato che attualmente per il pensionamento sono previste le” finestre mobili” (circa 12 mesi), mi sapete dire se dal compimento del 40° e fino al 41° si prevede la corresponsione dello stipendio ridotto o della pensione?
Grazie a tutti
#9 da Enrico il 11 ottobre 2010 - 10:02
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Ripeto ancora una volta che questa storia dell’esonero dal servizio(con lo stipendio ridotto al 50 per cento) non ha precedenti nel pubblico impiego e mi sembra una cosa scandalosa. In sostanza mentre altri datori di lavoro incrementano con bonus sostanziosi(vedi privato o grossi enti istituzionali) l’uscita anticipata dal lavoro, qui vi è una vergognosa mortificazione con una falcidia dell’emolumento mensile già di per se assai basso rispetto alla media dei dipendenti pubblici europei. Evidentemente si pensa che lo statale sia “ricco” e che volendo possa accettare una simile decutarzione. Ovviamente tale “trattameto” ci si guarda bene dall’ offrirlo ad altre categorie che ufficialmente pubbliche godono di privilegi inauditi e vengono considerati in pianta di mano dai politici e loro accoliti e sulle quali ci sarebbe molto da discutere in termini di produttività e di livelli retributivi che in alcuni casi sono doppi se non tripli rispetto ad un dipendente ministeriale. E poi con la posticipazione delle finestre di uscita si dovrebbe stare un altro anno con un importo che è probabilmente meno di quello erogato in caso di cassa integrazione nel privato. Secondo me la cosa è solo vergognosa, anche se è su base volontaria. Nessun altro datore di lavoro offrirebbe condizioni simili. Ma siccome con i ministeriali si può tutto, tanto non contano nulla e non ci sono torte da spartire si continua a trattarli in questo modo. Mi piacerebbe sapere se gli statali degli altri paesi europei sono altrettanto bistrattati e mortificati da decenni come avviene da noi.
#10 da franco il 1 ottobre 2010 - 06:56
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vorrei sapere se il direttore generale puo’ negare la richiesta? e se per quale motivo.
grazie
#11 da franco il 28 settembre 2010 - 22:05
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sono un infermiere con 34 anni di servizio
posso fare volontariat negli ultimi 5 anni? grazie franco
#12 da Francesco il 13 settembre 2010 - 13:40
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Non è questione di convenienza o meno, se si vuole fare si fa.
#13 da isa santoro il 8 settembre 2010 - 18:50
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anche io sono intressata appartengo al min.istruzione per la lombardia quest’anno ha avuto l’esonero 1 sola funzionaria (ex C2) inventando un sacco di bugie. a voi i commenti.. preciso era sindacalista. cisl………………….
forse la raccomandazione è più che mai necessaria…oppure per aver diritto bisogna solo militare in qualche sindacato. questa è la II^ repubblica , no forse era melio il re………. ciao sono a casa con un braccio rotto quindi oltre a pagare l’aiuto domestico dovrò subirmi anche la trattenuta dei 10 giorni alla faccia di brunetta…
#14 da Paolo Cara il 4 settembre 2010 - 21:27
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Non credo sia conveniente ameno che non si abbia qualcosa da fare in nero, ho avere altro reddito di sostentamento.
#15 da Fusco Ciro il 12 luglio 2010 - 14:21
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Conviene chiedere l’esonero dal servizio se non si sono maturati 40 anni di anzianità contributiva?
Il trattamento economico ridotto del 50% non credo possa permettere una dignitosa sopravvivenza,
e allora forza e coraggio!!!
Buon lavoro e distinti saluti
#16 da barca il 9 giugno 2010 - 10:52
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l’nformazione non è esatta perchè l’art.72 commi 1 e 6 della legge n.133, permette l’esonero al personale che si trova nel quinquenniio precedente la maturazione dei 40 anni di anzianità contributiva massima.Il punto è che per esempio la mia Amm.ne come la maggior parte di P.A. non lasciano andare il personale per organici ridotti all’osso.Io ci riprovo l’anno prossimo ma mi piacerebbe saperne di più e se è solo propaganda quella di fornire personale al volontariato. grazie. saluti