L’Intesa FP fa causa al Governo per l’avvio delle trattative

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Il Governo non ha dato alcun cenno di risposta alla nostra diffida e la nostra Federazione fa causa al Governo per l’avvio delle trattative … tutto secondo copione. Avremmo voluto evitare volentieri anche questo contenzioso ma è indispensabile, considerato che sono passati quasi nove mesi dalla Sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti del Pubblico impiego ed ancora regna il silenzio governativo.

Quello che di certo evitiamo sono i ricorsi inutili e, di certo, irricevibili come:

La class action prevista dall’art.140 bis del codice del consumo (D.Lgs. 206/2005) limitata ai consumatori e tali non possono essere certamente considerati i lavoratori che, invece, sono legati al datore di lavoro dal particolare contratto d’opera di lavoro subordinato.

Il ricorso alla CEDU, le cui condizioni di ricevibilità (ovvero per essere accolto) sono:

  • il “previo esaurimento delle vie di ricorso interne”. Il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo può essere presentato da una persona fisica o giuridica che sia stata parte in una controversia davanti ai giudici nazionali e solo dopo che siano esauriti tutti i possibili rimedi giurisdizionali davanti agli stessi giudici nazionali, ovvero fino alla sentenza definitiva in Cassazione.
  • che la Corte sia adita entro 6 mesi a partire dalla data della decisione interna definitiva;
  • che il ricorso sia compatibile con le disposizioni della Convenzione e non appaia manifestamente infondato od abusivo.

Pertanto tutti i colleghi che NON hanno una sentenza definitiva della Cassazione NON sono legittimati a ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo, a conferma basta leggere i documenti ufficiali della CEDU che mettiamo a disposizione di tutti sul nostro sito (evitiamo pareri pro veritate di nostri legali perché, evidentemente, possono essere considerati di “parte”).

Questa O.S. non si è mai sottratta dal tutelare giudizialmente i propri iscritti, motivo per cui la nostra Federazione ha deciso di adire il Tribunale di Roma e chiedere la condanna del Governo all’apertura delle trattative dando a tutti i propri iscritti la possibilità di fare un ricorso intervenendo GRATUITAMENTE nel giudizio percependo, dopo la firma del CCNL, i dovuti aumenti stipendiali come già statuito dai Tribunali di Reggio Emilia (Sent. 51/2016) e di Parma (Sent.114/2016) che, pur avendo rigettato la domanda di risarcimento danni proposta dal Sindacato, hanno dichiarato illegittima la sospensione del CCNL ed il diritto dei ricorrenti al rinnovo contrattuale.

Buon sindacato a tutti

Il Segretario Generale
(Claudia Ratti)

Flash 2016 n. 5 Rinnovo contratti_contenzioso

Modulo di adesione all’iniziativa_Rinnovo contratti

Procura alle liti Avv.ti Raffo e Misasi

Guida CEDU

Comunicato stampa CEDU

Diffida rinnovo contrattuale 

Sentenza Reggio Emilia n 51_2016

Sentenza Parma n. 114_2016

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