SEGUITO DEL FLASH N. 28…

Come abbiamo detto, non è più il tempo di protestare con gli scioperi generali che, nel pubblico impiego, non hanno alcun risultato oltre quello di farci perdere soldi.

Proviamo, perché cambiare è sempre difficile e i colleghi sono giustamente diffidenti.

Le forme nuove di protesta secondo noi dovrebbero avere caratteristiche chiare:



  • Costare il meno possibile ai colleghi, preferibilmente nulla
  • Incidere sulle decisioni che ci riguardano dei nostri politici
  • Raggiungere una gran quantità di adesioni
  • Non essere una protesta anonima (come lo sciopero) ma la somma di istanze di singoli individui, con i loro nomi e le loro legittime aspettative.

Il tutto per ritornare ad essere protagonisti, in prima persona, senza delegare la soluzione dei nostri problemi a sovrastrutture che strumentalizzano la protesta.

Federazione INTESA vuole solo mettere a disposizione la propria banca dati di più di 150.000 contatti proponendo le azioni che ci sembrano più efficaci.

Per iniziare proponiamo di inviare il testo sottostante, ognuno con la propria email di ufficio, in modo che sia evidente sia il nominativo che il fatto che si tratta di lavoratori del pubblico impiego.

Una specie di petizione attraverso la casella elettronica della propria amministrazione, da indirizzare alla email  del ministro Brunetta: r.brunetta@governo.it

Raccomandazioni: Il testo dovrebbe essere inviato senza modifiche, per rendere più efficace la unitarietà delle proposte per cui, chi non dovesse condividerne il contenuto che proponiamo eviti di inviarlo.

Chiediamo di essere inseriti in copia nascosta (Ccn: flash@federazioneintesa.it) solo per poter avere un dato quantitativo delle email che siamo riusciti a far inviare e renderlo noto a tutti.

Se raggiungeremo un buon numero vuol dire che a questo primo tentativo potranno seguire altre iniziative simili e, vedrete, cominceranno a accorgersi di noi molto più che con uno sciopero generale

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Al Governo tramite il Ministro per la Funzione Pubblica e l’innovazione.

Per accettare una manovra che blocchi i rinnovi dei contratti degli impiegati pubblici

Chiediamo

1.      di ridurre drasticamente il peso socio-economico dei partiti attraverso la abolizione di sovrastrutture inutili (un esempio per tutti: le Province);
2.      di ricondurre il reddito dei politici all’andamento del paese reale attraverso un parametro che leghi la retribuzione di qualsiasi carica pubblica o di manager pubblici a quella minima esistente nel paese;
3.      di penalizzare le assenze, anche minime, ai lavori dei consessi in cui sono stati eletti, attraverso una decurtazione dello stipendio;
4.      di rendere disponibili sul web la specifica di tutti i servizi ed i benefit a cui accedono i singoli parlamentari e gli amministratori locali (vitto, alloggio, trasporti e quant’altro).

Con queste poche cose si percepirebbe un miglioramento del senso di giustizia e sarebbe molto più sopportabile un intervento economico che richieda dei sacrifici ai dipendenti pubblici.

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