“C’ERA UNA VOLTA …” La class action sul blocco dei contratti

libro_favoleUna notissima Associazione consumatori ha recentemente diffuso l’iniziativa ponendosi l’obiettivo del rinnovo dei contratti collettivi dei dipendenti pubblici e l’indennizzo/risarcimento non inferiore a 8.800,00 euro.

Non siamo abituati a “sparlare” sulle iniziative altrui ma, di certo, siamo abituati a verificarne la fondatezza per poter consigliare e/o sconsigliare i nostri iscritti.

Abbiamo acquisito il parere dell’Avv. Misasi (che diffondiamo) che esclude in modo chiaro la possibilità di richiedere il risarcimento dei danni.

Non possiamo sottrarci dal precisare tra l’altro che, al momento, il nostro Ordinamento non prevede la possibilità di esperire una class action nei confronti del datore di lavoro, in relazione a cause cd. “seriali”, ovvero quelle che hanno ad oggetto questioni di diritto identiche per tutti i lavoratori.

La class action è un’azione prevista dall’art. 140 bis del codice del consumo (D.Lgs. 206/2005) limitata ai consumatori e tali non possono essere certamente considerati i lavoratori, legati al datore di lavoro dal particolare contratto d’opera di lavoro subordinato.

Per noi la strada da percorrere per il rinnovo del Contratto Collettivo non è quella indicata da Codacons ma ben altra … in questi giorni sono in corso all’ARAN le trattative per la definizione dei Comparti e, immediatamente dopo, dovranno essere avviate le trattative per il rinnovo dei Contratti.

La nostra Federazione darà ogni possibile concreta “scossa” per il rinnovo del Contratto Collettivo, le favole le lasciamo raccontare agli altri.

 Buon sindacato a tutti.

Il Segretario Generale
(Claudia Ratti)

Parere avv.to Misasi

Una Risposta a ““C’ERA UNA VOLTA …” La class action sul blocco dei contratti

  • klement
    2 anni fa

    I consumatori e cittadini pensano di rappresentare il mondo intero, quindi se lavorano protestano nello stesso modo che se comprano in un negozio, salvo poi brontolare che tutto è mercato, però se usano il servizio attaccano scioperi e assemblee, e pure il datore di lavoro li usa come scudi umani a tale scopo.