PA: Prudenzano ( Ugl-Intesa Fp), scioperi generali come arma scarica

IMG-20141122-WA0024(AGENPARL) – Roma, 24 nov – P.A, gli scioperi generali lasciano il tempo che trovano ed anche i lavoratori iniziano a dubitarne sugli effetti. Serve, invece, uno strumento più efficace e una nuova strategia che blocchi la burocrazia per almeno una settimana, come lo sciopero virtuale e quello solidale nei contratti collettivi di lavoro. Lo ha ribadito la Ugl-Intesa fp nel corso del IV Consiglio Nazionale della Federazione tenutosi a Montesilvano.

Lo sciopero virtuale – spiega il Segretario Generale Ugl-Intesa fp, Francesco Prudenzano – è una forma di protesta attuata mantenendo l’impegno lavorativo contrattuale, in conseguenza della quale il lavoratore non percepisce il relativo compenso e il datore di lavoro deve versare la somma trattenuta per lo sciopero su un fondo speciale a gestione concordata. Il primo sciopero virtuale fu attuato il 27 settembre 2007, organizzato da una task force internazionale coordinata da UNI Global Union e dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria IBM di Vimercate. Quello sciopero vide partecipe oltre 2000 lavoratori per 20 giorni ma alla fine si sottoscrisse un’importante accordo per i 5000 lavoratori della Ibm.

 

GIORNALE DI MONTESILVANO (BLOG) – 23/11/2014

 Ugl-Intesa/Sciopero, “per far sentire voce lavoratori, altri strumenti più efficaci”

Sciopero virtuale e contrattazione aziendale, la Ugl-Intesa si prepara ai nuovi scenari contrattuali – ne ha discusso al IV Consiglio Nazionale Ugl-Intesa svolto ieri a Montesilvano.

Sciopero virtuale e potenziamento della contrattazione aziendale rispetto a quella di comparto. Sono i temi caldi affrontati nel corso del IV Consiglio Nazionale della Ugl-Intesa fp tenutosi stamane a Montesilvano con la presenza del Segretario Generale di Federazione,Francesco Prudenzano.

“Per far sentire la voce dei lavoratori c’è bisogno di altri strumenti più efficaci – spiega Prudenzano – temiamo che i pubblici dipendenti non credano più all’effettivo peso contrattuale di uno sciopero generale. In questo modo – continua – gli inutili scioperi giornalieri lascerebbero il posto a quelli settimanali che comporteranno sì un sacrificio economico dei lavoratori ma anche una “forzata” compartecipazione del governo.”

“Ma crediamo che la direzione giusta sia anche quella di aumentare il potere di deroga della contrattazione integrativa rispetto ai contratti nazionali. Intanto la Ugl-Intesa fp si sta preparando ai rinnovi congressuali che prenderanno il via con i congressi provinciali già da dicembre per concludersi con l’Assise nazionale nel 2015” Conclude.

2 Risposte a “PA: Prudenzano ( Ugl-Intesa Fp), scioperi generali come arma scarica

  • Riceviamo e pubblichiamo.

    Condivido pienamente questa strategia di sciopero:)
    Gianfranco Altavilla – Ministero dell’Interno

    Non ho molto tempo per rispondere in genere, ma questa volta non posso mancare di comunicarvi che sono assolutamente d’accordo con voi !
    Avevo scelto questo sindacato perché sembrava “diverso” e lo state dimostrando, anche se con piccoli passi, sicuramente non è facile seguire una via nuova, a favore realmente dei dipendenti.
    Quindi, grazie !

    il funzionario Maura Focione – Ministero della Giustizia

    Mi trovate in accordo , sarebbe interessante approfondire l’argomento con tutti gli altri lavoratori per i contenuti ed i modi di uno sciopero virtuale di almeno 7 giorni , magari dopo lo sciopero generale al quale come voi credo ci sarà una scarsa se non scarsissima partecipazione,
    Buona giornata

    Gianpiero Santamaria – Ministero della Giustizia

    Oh, finalmente qualcuno che la pensa come noi. Che succede.
    Lo sciopero di un giorno non ha mai risolto nulla, a parte il prelievo dalla busta paga ai lavoratori, senza aver mai raggiunto gli obiettivi.
    Gli scioperi in programmazione prossimamente, non arriveranno a nulla ancora una volta.

    Patrizia Cacciatori – Ministero degli Affari Esteri

  • klement
    3 anni fa

    Lo sciopero generale sarà un’arma scarica, ma quello virtuale non è neppure un’arma. La beneficenza a più mani si può benissimo fare in tempo di pace senza la minima funzione di lotta. E in teoria il pubblico impiego mira all’utilità comune, quindi può svolgere le proprie funzioni ugualmente lavorando oppure finanziando volontariato e affini.