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	<title>Federazione UGL-INTESA &#187; Il salario accessorio</title>
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		<title>FLASH 2010 N. 17 &#8211; NON SI POSSONO RIPARTIRE PREMI DI PRODUTTIVITA&#8217; A PIOGGIA</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 13:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Intesa_Ilenia</dc:creator>
				<category><![CDATA[CCNL]]></category>
		<category><![CDATA[Il salario accessorio]]></category>
		<category><![CDATA[Contrattazione integrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Corte dei conti]]></category>
		<category><![CDATA[FUA]]></category>

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		<description><![CDATA[La contrattazione integrativa non può prevedere criteri di ripartizione della parte variabile della retribuzione dei dipendenti senza aver fissato degli obiettivi.
La Corte dei conti, sezione regionale di controllo della Lombardia, col parere 287/2010 chiarisce uno dei punti maggiormente controversi del sistema di contrattazione decentrata nel quale ha inevitabilmente evidenziato che col contratto decentrato non risulta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000080;">La contrattazione integrativa non può prevedere criteri di ripartizione della parte variabile della retribuzione dei dipendenti senza aver fissato degli obiettivi.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">La Corte dei conti, sezione regionale di controllo della Lombardia, col parere 287/2010 chiarisce uno dei punti maggiormente controversi del sistema di contrattazione decentrata nel quale ha inevitabilmente evidenziato che col contratto decentrato non risulta possibile determinare a posteriori criteri di ripartizione delle risorse, con particolare riferimento soprattutto a quelle connesse col risultato.<span id="more-777"></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;">Infatti, come evidenziano anche le norme contrattuali dei CCNL già in vigore per ogni comparto, occorre che gli enti determinino in via preventiva gli obiettivi cui correlare l’assegnazione degli incentivi per il conseguimento dei risultati.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Risulta impossibile considerare legittima una contrattazione conclusa dopo l’anno di pertinenza e in assenza della predeterminazione degli obiettivi. La Corte, anzi, ritiene sussistano in ogni caso <em>«forti dubbi sulla liceità di contratti integrativi conclusi dopo la scadenza del periodo di riferimento».</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;">A ben vedere, l’illiceità non riguarda tanto la conclusione del contratto, quanto l’assenza della predeterminazione degli obiettivi.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Infatti, il presupposto per la corretta distribuzione del risultato è la preventiva fissazione e pesatura degli obiettivi, <span style="text-decoration: underline;">sulla quale la contrattazione non ha alcuna competenza, essendo appannaggio esclusivo dell’Amministrazione</span>.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Il contratto decentrato occorre, invece, per verificare concretamente quanto venga destinato all’incentivazione del risultato.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Quindi, il ritardo nella stipula dell’accordo causa il ritardo nell’erogazione e, se manca la predeterminazione degli obiettivi, la contrattazione non può svolgere alcuna funzione a sanatoria.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">La situazione si manifesta soprattutto quando l’amministrazione non trova l’accordo con i sindacati.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">A questo proposito occorre ricordare che, in assenza del nuovo accordo, continuano a prodursi gli effetti di quello precedente e che, pertanto, si potrebbe comunque distribuire il salario accessorio.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Per superare questo ostacolo, poi, l’articolo 40, comma 3-ter, del d lgs 165/2001, modificato dal d lgs 150/2009, consente alle Amministrazioni <span style="text-decoration: underline;">di adottare un atto unilaterale, sostitutivo del contratto non concluso, altro motivo di inutilità della contrattazione</span>.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Questo potere potrebbe consentire all’Amministrazione di rispettare i tempi concordati, senza atteggiamenti dilatori di un accordo, potenzialmente oggetto di rilievi di legittimità da parte della magistratura contabile.</span></p>
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		<title>Alla faccia di Brunetta, per la dirigenza non c’è trattenuta per malattia.</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Intesa_Ilenia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assenze dal posto di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Il salario accessorio]]></category>
		<category><![CDATA[La dirigenza impunita della P.A.]]></category>
		<category><![CDATA[Dirigenza]]></category>
		<category><![CDATA[trattenute stipendiali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vergognoso “sistema di autotutela” dei vertici della P.A. considera le proprie voci stipendiali pressochè integralmente “trattamento economico fondamentale”.

Che, vergogna! Sentiamo vergogna per loro!
L’art. 71 del d. l. 112/2008 prevedeva &#8220;nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento comunque denominati, aventi carattere fisso e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="color: #333399;"><a href="http://lnx.federazioneintesa.it/wp-content/uploads/SQUADRA_ANTITRUFFA1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-430" title="SQUADRA_ANTITRUFFA" src="http://lnx.federazioneintesa.it/wp-content/uploads/SQUADRA_ANTITRUFFA1.jpg" alt="SQUADRA_ANTITRUFFA" width="116" height="133" /></a>Il vergognoso <em>“sistema di autotutela”</em> dei vertici della P.A. considera le proprie voci stipendiali pressochè integralmente <em>“trattamento economico fondamentale”.<br />
</em></span><span style="color: #333399;"><br />
Che, vergogna! Sentiamo vergogna per loro!<br />
</span><span style="color: #333399;">L’art. 71 del d. l. 112/2008 prevedeva<em> &#8220;nei primi dieci giorni di assenza </em><em>è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento economico accessorio&#8221;</em>.<span id="more-418"></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">Interpellato in tal senso, il Dipartimento della Funzione Pubblica aveva precisato, che l&#8217;art. 71 operava nei confronti di tutti, anche dei dirigenti (e gli era venuto pure il dubbio!).<br />
</span><span style="color: #333399;">E’ seguito, nel gennaio 2009, un chiarimento del ministero dell’Economia che ha definito trattamento economico fondamentale per i dirigenti non solo lo stipendio tabellare (come per tutti i dipendenti) ma anche:</span></p>
<ul style="text-align: left;">
<li><span style="color: #333399;">retribuzione di posizione parte fissa <em>(?)</em>;</span></li>
<li><span style="color: #333399;">tredicesima mensilità;</span></li>
<li><span style="color: #333399;">retribuzione individuale di anzianità, ove acquisita;</span></li>
<li><span style="color: #333399;">eventuali assegni <em>ad personam</em> <em>(?)</em>;</span></li>
<li><span style="color: #333399;">retribuzione di risultato, nella misura in cui l&#8217;attività svolta risulti, comunque, valutabile a tal fine <em>(?)</em>.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">Immediatamente sono scattate le conseguenti disposizioni interne che hanno dato disposizioni alle direzioni del bilancio o come sono altrimenti denominate, con effetto retroattivo dal 26 giugno 2008, ad effettuare il recupero delle somme sottratte ai dirigenti che si fossero nel frattempo assentati per malattia. Il tutto passato sotto silenzio.<br />
</span><span style="color: #333399;">Ma  ci chiediamo:</span></p>
<ul style="text-align: left;">
<li><span style="color: #333399;">la retribuzione di posizione non è forse un trattamento accessorio? Che posizione si occupa da ammalati.</span></li>
<li><span style="color: #333399;">E la retribuzione di risultato? Che risultato si ottiene a letto con la febbre?</span></li>
</ul>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">Il risultato di questo sostanziale raggiro della norma è che un dirigente generale avrà una trattenuta per malattia pari a un dipendente di II area, perché calcolata solo sulla parte variabile della retribuzione di posizione.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #333399;"><strong>TUTTO QUESTO E’ VERGOGNOSO!</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">Ci imbarazza e ci indigna sapere che esiste un sistema di autotutela così spudorato che preserva dai danni una categoria già privilegiata dalla storia e dalle recenti norme di questo paese.<br />
</span><span style="color: #333399;">Noi vogliamo una dirigenza pubblica che sia all’altezza della sua funzione, non che usi i suoi poteri e contatti per aggirare norme per tutti con bizantinismi interpretativi.<br />
</span><span style="color: #333399;">Siamo solidali con quei dirigenti, e ce ne sono molti, che, pur non potendolo esprimere apertamente, provano sincero imbarazzo e vergogna per questi escamotage da basso impero.<br />
</span><span style="color: #333399;">Denunciamo i responsabili di questa vergognosa vicenda di fronte a tutto il personale.<br />
</span><span style="color: #333399;">Da subito metteremo in campo tutto quello che l’ordinamento e le regole democratiche prevedono per raggiungere una parità di trattamento per le assenze per malattia e vi terremo informati della vicenda. Questa cosa non può finire con un semplice comunicato sindacale.</span></p>
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		<title>LETTERA APERTA A BRUNETTA</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 17:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il salario accessorio]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Egregio Ministro,
spesso ci siamo espressi a favore di quanto lei sosteneva, abbiamo cercato di far capire a tutti i nostri colleghi che l’isolamento dal resto della società civile non paga, che dire sempre “no, non si deve cambiare” è il miglior modo per far agire la politica d’autorità e che chi la sosteneva era il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #993300;"><em><a href="http://lnx.federazioneintesa.it/wp-content/uploads/2009/11/RIFORMA-BRUNETTA.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-93" title="RIFORMA BRUNETTA" src="http://lnx.federazioneintesa.it/wp-content/uploads/2009/11/RIFORMA-BRUNETTA-150x150.jpg" alt="RIFORMA BRUNETTA" width="127" height="127" /></a>Egregio Ministro,</em></span></p>
<p><span style="color: #993300;">spesso ci siamo espressi a favore di quanto lei sosteneva, abbiamo cercato di far capire a tutti i nostri colleghi che l’isolamento dal resto della società civile non paga, che dire sempre “no, non si deve cambiare” è il miglior modo per far agire la politica d’autorità e che chi la sosteneva era il suo migliore amico, perché giustificava i suoi atti unilaterali.<br />
Per queste nostre posizioni, strumentalizzate da un sindacalismo becero che soffre di sindrome di concorrenzialità più che di tutela dei diritti, abbiamo avuto l’indifferenza della politica e le critiche di molti colleghi che non capivano.<br />
In ogni caso, coraggiosamente e da molto tempo, ci siamo espressi per una vera introduzione del merito nella P.A., ad iniziare dai vertici della macchina burocratica, troppo autoreferenziali, più interessati alla personale posizione che al buon andamento della P.A.<span id="more-90"></span><br />
Venerdì scorso è stato licenziato il decreto attuativo della legge delega n. 15/09 (cosiddetta riforma del pubblico impiego) ed abbiamo potuto costatare che le obiezioni che lei, signor ministro, ha sempre fatto ai grossi sindacati, cioè di voler generalizzare i premi per una gestione demagogica degli iscritti, ed evitare la vera misurazione del merito, prima fra tutte la distribuzione a pioggia del salario accessorio, sono presenti anche nel suo decreto, seppur con risultati diversi.<br />
Ma, caro ministro, nel sostenere le nostre tesi (che pensavamo fossero anche le sue) non volevamo cambiare il modo di generalizzare la distribuzione del salario accessorio, volevamo una vera misurazione del merito.<br />
Ed invece il suo decreto prevede che al 25% del personale non è, in nessun caso, riconosciuto alcun compenso accessorio.</span></p>
<p><span style="color: #993300;">· E non è questa una generalizzazione come quelle che lei voleva combattere?<br />
· La sua è una riforma culturale o un modo per ottenere un risparmio di spesa?<br />
· Questa sua percentuale di azzeramento del salario accessorio, espressa in forma aprioristica, non è un fallimento delle sue schede di valutazione introdotte nel decreto?<br />
· Non è lo stesso errore compiuto nel voler penalizzare nella loro genericità le assenze, vere e false, per malattia?</span></p>
<p><span style="color: #993300;">No, questo non è il merito che pensavamo, non è questo di cui avevamo bisogno.<br />
Non c’è alcun merito o demerito nel cadere nella sacca del 25% dei cattivi lavoratori, definita da una categoria di dirigenti in gran parte selezionati senza criteri di merito e, per questo, inadatta e incapace, oltre che senza alcuna volontà, di individuare il merito nei propri uffici.<br />
Occorreva iniziare dalla testa e dare il tempo di adeguare modelli di misurazione oggettivi ad una macchina burocratica che è anni luce lontana da quest’obiettivo.<br />
Lei ha scelto di utilizzare gli effetti scenici, graditi ad un’opinione pubblica che non conosce la realtà.</span></p>
<p><span style="color: #993300;"><em>Cordialmente,</em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">Segretario Generale</span></p>
]]></content:encoded>
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