Niente più certificati medici da inviare
Come previsto nel d. lgs 150/09, cambiano le procedure per l’attestazione relativa alle assenze per malattia.
Infatti l’art. 55-septies comma 2 del d.lgs. 165/2001(introdotto dal d. lgs 150/09) recita: “In tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica è inviata per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia, all’Istituto nazionale della previdenza sociale …“
Con la Circolare n. 1 del 19.3.2010, la Funzione Pubblica – Dipartimento per l’Innovazione Tecnologica spiega quali sono gli adempimenti a carico del lavoratore e del medico, e da quando decorre la nuova procedura.
Il 19 marzo 2010 è la stessa data di entrata in vigore del decreto del Ministro della salute, che porta la data 26 febbraio 2010, che ha portato ad attuazione la norma su riportata.
In sintesi: in caso di malattia pertanto, non si dovrà più inviare il certificato medico all’ufficio di servizio.
Nella stessa circolare, che si allega, è illustrata la modalità con cui le pubbliche amministrazioni devono dare attuazione alle nuove disposizioni di cui all’art. 55-septies del d.lgs. 165/2001 sulla trasmissione telematica dei certificati medici attestanti l’assenza per malattia dei dipendenti pubblici.
Per i lavoratori, resta invariato l’obbligo di comunicare all’amministrazione l’assenza per malattia ai fini del controllo fiscale, ma non dovranno più trasmettere il certificato medico entro i 2 giorni lavorativi successivi all’inizio della malattia. Dal 19.3.2010 (data di pubblicazione in G.U. del Decreto Min. Salute 26.2.2010) é iniziato un periodo transitorio di 3 mesi, entro cui valgono sia le vecchie, che le nuove procedure.
Dal 13 giugno 2010 in poi si applicherà solo il sistema di trasmissione telematica.

#1 da MARINELLA il 27 agosto 2010 - 19:45
Cita
l’invio in modalità telematica è a regime dal 18 luglio se non ricordo male, quindi prima di quella data il medico poteva ancora utilizzare il cartaceo
#2 da Isolano il 28 giugno 2010 - 09:35
Cita
Oggi in data 28/06/2010 il mio medico usa ancora la vecchia procedura per il certificato di malattia,e mi dice che non sà ancora quando sarà attivato il telematico.Quindi Quale 13 giugno è? 2011??
#3 da mauriziofusco il 9 aprile 2010 - 06:37
Cita
A mio modesto avviso siamo in presenza di una innovazione atta a creare nuovi avvitamenti.
In primis tutti sappiamo che i medici visitano a compartimenti stagni ,atteso il numero dei pazienti giornalieri,mi viene di conseguenza di supporre che al rientro in sede ,momento del rilascio ed invio telematico del certificato accadrà di tutto (Uomo 50enne con dolori preparto,mastite,etc…signora 25enne con problemi prostatici)mi scuso per la botade è per alleggerire l’argomento ,sempre quando il suddetto medico non si dimentichi di averci visitato .
Le conseguenze le paghiamo noi che non abbiamo un mese per giustificarci ,abbiamo dalla Segreteria locale a quella centrale ,direttore dell’ufficio e quant’altro un massacro poco mediatico e molto pratico.
Chi non ha avuto un certificato perso dalla Segreteria e richiesto per non pervenuto un paio di mesi dopo?.
Ora passiamo dalla facezia allo strettamente pratico:
in una delle ultime comunicazioni dell’Amministrazione Mef ,si è tenuto a precisare che in ottemperanza a quanto previsto dalla nuova norma per le visite fiscali ,per motivi economici si è provveduto a superarne la effettuazione (in modo dico io ,intelligente)quando ci si trova di fronte una patologia persistente che ha dato luogo al riconoscimento di Invalidità,sia essa al lavoro,civile ,di servizio o quant’altro.
Trovata indispensabile per evitare spese enormi per quanto inutili di andare a verificare se un invalido sta male.A questo punto diviene indispensabiile conoscere la diagnosi della patologia in atto al momento che ha cagionato l’evento .
Fino ad oggi il medico aggiungeva con il placet dell’assistito la patologia che ovviamente doveva rientrare tra le riconosciute dal SSN nell’attestazione di Invalidità.
Ora con l’invio telematico ,in ossequio alla norma sulla privacy non si potrà indicare nulla .Cosa bisognerà fare per bypassare questo punto ,che altrimenti aggraverebbe e di non poco la spesa pubblica ,peraltro in modo del tutto pleonastico?
Questa è la prima riflessione che non credo rimarrà sola,voglio sperare che si riesca a porre l’ipotesi alle competenti autorità ed a trovare un punto di soluzione ,onde evitare di pagare oltre che con la sofferenza di essere ammalati anche quella economica all’atto della ripartizione debitoria ,quali lavoratori prima e cittadini poi
Felice giorno e buon lavoro .